I test del Dna effettuati finora hanno dato esito negativo. A questo punto l'unico risultato è che i resti umani portati da Maurizio Scelli nei giorni scorsi all'attenzione degli inquirenti della procura di Roma non appartengono a Enzo Baldoni, il giornalista ucciso il 26 agosto del 2004. Le analisi avrebbero escluso la compatibilità del codice genetico tra Enzo e suo padre. Il risultato, secondo indiscrezioni, era già noto da ieri, ma era rimasto non confermato a causa di ulteriori riscontri che sarebbero stati effettuati su altri resti giunti all'attenzione degli investigatori nelle ultime ore. Un’operazione non facile anche perche’ i due frammenti di ossa sono in stato di cattiva conservazione. Le analisi non sono comunque terminate. "Pensavamo di essere riusciti a farla finita, e invece pare di no...": sono le prime parole di Antonio Baldoni alla notizia. "Proseguiremo comunque la battaglia – ha detto il padre di Enzo - per riavere il corpo di nostro figlio”.
Allora non sono di Enzo i resti, anche se ancora c’e’ una piccola speranza. Sono invece di Santoro gli altri. A questo punto, visto che ovviamente Scelli ha agito convinto di essere riuscito finalmente nell’impresa di recuperare il corpo di Baldoni altrimenti non avrebbe mai azzardato una mossa che poteva rivelarsi controproducente, le ipotesi sono due. O gli irakeni che hanno consegnato quei reperti si sono sbagliati (si tratta di due italiani) oppure hanno rifilato l’ennesima fregatura. Questo, in un caso o nell’altro, e’ drammaticamente l’Iraq.
Ha ancora diversi punti oscuri la vicenda di Salvatore Santoro, ucciso in Iraq il 16 dicembre scorso, a cui appartengono i resti secondo le analisi dai carabinieri del Ris. Santoro, nato a Napoli il 10 gennaio 1952, risiedeva da anni (fino al 2003) in Gran Bretagna. In Iraq, aveva un passaporto italiano. Secondo le ricostruzioni, Santoro sarebbe stato ucciso a un posto di blocco di insorti iracheni nei pressi di Ramadi ,in territorio sannita, dopo che avrebbe cercato di superarlo senza fermarsi e avrebbe investito un miliziano. L' uomo sarebbe stato catturato e poi ucciso.
Anche in Venezuela si parla della tribu' (e di Baldoni) >>>
Il primo ministro australiano John Howard ha annunciato la liberazione di Douglas Wood, rapito il 29 aprile e tenuto fino ad oggi in ostaggio. In un intervento al Parlamento, Howard ha precisato che Wood - un ingegnere 63enne sposato con una donna americana - ora si trova nelle mani dei servizi australiani, come ha riferito la radio Abc. Dalle prime informazioni sembrerebbe che la liberazione sia avvenuta a Baghdad a seguito di un'operazione militare condotta dall'esercito iracheno supportato da forze Usa e di altri Paesi della coalizione. L'Australia è tra i principali supporter della coalizione e ha dislocato nel teatro iracheno circa 1.400 soldati.





























